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MANTOVA. Il Mantova sfodera una delle migliori prestazioni stagionali, batte e stacca in classifica il Legnago, chiarendo che il primato del girone B della serie D non è al momento in discussione. A decidere il match del Martelli è un gran gol di Ciccio Graziani ma la superiorità biancorossa è schiacciante. Al punto che l’attacco veronese - il più prolifico dell’intera categoria - resta all’asciutto e non produce un solo, vero tiro nello specchio della porta difesa da Portesi.
LARGO AI GIOVANI. Mister Graziani risolve il dubbio della vigilia preferendo Ferrari e Bonomi a Pimazzoni e Biundo. Il Mantova schiera 5 under 21 e applica il solito 4-3-3, il Legnago risponde con il 4-4-2.
AVVIO SPRINT. I biancorossi dimostrano subito di essere in palla e in poco più di un quarto d’ora (dopo un’occasione mancata da Correzzola) creano tre palle gol con Bonomi, Colonetti e Graziani (respinta di piede di Ongarato), il quale in precedenza invoca anche un rigore per un intervento in area di Friggi.
REAZIONE STERILE. Nella parte centrale del tempo il Legnago, che in precedenza si affidava soltanto a lanci lunghi verso il veloce Correzzola, si scuote e guadagna campo. La sua pressione è però sterile e gli unici brividi arrivano da un cross di Friggi deviato, che costringe Portesi a smanacciare in angolo e da una mischia in area conclusa a lato di testa da Correzzola.
NERVI TESI. Poi la gara s’infiamma perché l’arbitro non punisce un’entrata da espulsione di Trinchieri su Ferrari. Protestano tutti e mister Graziani viene espulso. Vola qualche altro giallo ma poi per fortuna gli animi si placano.
CICCIO GOL. Il Mantova è ancora pericoloso con Pettarin e con una punizione di Terranova, quindi al 44’ Graziani in girata segna l’1-0 su cross basso di Spinale. Il Martelli esplode.
MURO BIANCOROSSO. A inizio ripresa mister Orecchia inserisce Deinite per Trinchieri ma il Legnago pur tenendo palla non trova mai sbocchi. Il Mantova dà una dimostrazione impressionante di solidità.
SCIUPONI. Graziani inserisce prima Biundo per Colonetti e poi il neoacquisto Gambino per Ciccio. I biancorossi sciupano più di un’occasione per raddoppiare. Prima è Ciccio a perdere l’attimo e a farsi ribattere un tiro dai 16 metri, poi Bonomi salta due avversari ma eccede nel dribbling in area anziché tirare; quindi Pettarin e poi Gambino mancano il bersaglio dal limite.
LEGNAGO IN CODA. Il Legnago (dentro Dragovic e Cosetta per Giacomazzi e Valente) si vede solo nel recupero con Cosetta, forse relegato per troppo tempo in panchina. Il 19enne esterno prima sfiora il palo con un diagonale e quindi al 93’ reclama invano il rigore per un presunto contatto con due biancorossi. Ma il pari per il Mantova sarebbe stato unaALZANO LOMBARDO (Bergamo). Il Mantova torna a vincere fuori casa dopo tre mesi e - in attesa dell’esito di Voghera-Colognese - mette una seria ipoteca sul campionato. E’ una rete di capitan Spinale a decidere il match di Alzano, che i biancorossi affrontano con una concretezza da grande squadra.
E’ QUI LA FESTA? Si gioca in anticipo per permettere all’Alzano di organizzare un “grande evento”, ma sugli spalti ci saranno sì e no cinquecento persone, tutt’altro che calorose nell’incitare i bianconeri. Restano così grossi dubbi sui «particolari profili di rischio» che hanno spinto la Prefettura di Bergamo a vietare l’ingresso ai tifosi mantovani (ne spunterà comunque una decina irriducibile a gara in corso al di là delle recinzioni).
LA SORPRESA. Graziani fa debuttare dall’inizio il baby Caccavale al posto dell’acciaccato Ferrari e per il resto conferma l’undici annunciato alla vigilia. Mister Sgrò risponde con un identico 4-3-3 nel cui tridente c’è anche l’ex Pupita, ancora dotato di spunti da applausi nonostante i suoi 37 anni.
SOLIDI. E’ proprio l’Alzano a partire con maggiore convinzione e a creare un paio di brividi nell’area di un Mantova che si difende comunque con ordine. In una circostanza Caruso salva in extremis su Spampatti, nell’altra Portesi para d’istinto su tiro ravvicinato dello stesso attaccante.
E LETALI. Alla prima occasione, è il Mantova a colpire. Franchi sradica la palla dai piedi dell’acerbo Michelini sulla linea laterale, salta Fornoni proprio sul fondo e serve rasoterra a Spinale la palla dell’1-0. E’ il 27’.
REAZIONE BLANDA. La reazione dei padroni di casa è tutt’altro che furiosa e frutta soltanto un colpo di testa a lato di Pupita e una mischia in area che fa reclamare invano un calcio di rigore ai bianconeri.
L’ACCELERATA. A inizio ripresa, allora, il Mantova prova a chiudere il match. Ma la pressione biancorossa si concretizza soltanto in alcuni corner e in un colpo di testa a lato di Franchi.
E LA GESTIONE. Quando l’Alzano prova a scuotersi, Graziani chiama il modulo 4-4-2, accentrando Franchi col compito di infastidire il regista avversario Mignani, dai cui piedi passa gran parte del gioco dell’Alzano. La mossa si rivela giusta e il Mantova gestisce il vantaggio senza rischiare quasi nulla.
TUTTI AVANTI. Sgrò, dopo aver inserito Serafini per Leoni, butta dentro anche D’Attoma per Agostinelli e passa a sua volta a un 4-4-2 che in fase offensiva è un vero e proprio 4-2-4. Ma l’unico, vero pericolo per Portesi è un tiro di Pupita (37’) di poco alto sulla traversa.
BIS SFIORATO. Graziani, che aveva già rilevato Colonetti con Vinatzer e Franchi con Gambino, inserisce anche Ciccio per Gherardi. E nei minuti finali proprio Vinatzer e Gambino sfiorano il gol del 2-0.
LO SFOGO. Al triplice fischio il Mantova esulta per un successo fondamentale e “Archimou” si sfoga a modo suo: corre verso la tribuna dov’è seduto il mister della Colognese Magoni e gli urla «non mi prendi più». Speriamo sia proprio così. (max)
ALZANO LOMBARDO (Bergamo). Il Mantova torna a vincere fuori casa dopo tre mesi e - in attesa dell’esito di Voghera-Colognese - mette una seria ipoteca sul campionato. E’ una rete di capitan Spinale a decidere il match di Alzano, che i biancorossi affrontano con una concretezza da grande squadra.
E’ QUI LA FESTA? Si gioca in anticipo per permettere all’Alzano di organizzare un “grande evento”, ma sugli spalti ci saranno sì e no cinquecento persone, tutt’altro che calorose nell’incitare i bianconeri. Restano così grossi dubbi sui «particolari profili di rischio» che hanno spinto la Prefettura di Bergamo a vietare l’ingresso ai tifosi mantovani (ne spunterà comunque una decina irriducibile a gara in corso al di là delle recinzioni).
LA SORPRESA. Graziani fa debuttare dall’inizio il baby Caccavale al posto dell’acciaccato Ferrari e per il resto conferma l’undici annunciato alla vigilia. Mister Sgrò risponde con un identico 4-3-3 nel cui tridente c’è anche l’ex Pupita, ancora dotato di spunti da applausi nonostante i suoi 37 anni.
SOLIDI. E’ proprio l’Alzano a partire con maggiore convinzione e a creare un paio di brividi nell’area di un Mantova che si difende comunque con ordine. In una circostanza Caruso salva in extremis su Spampatti, nell’altra Portesi para d’istinto su tiro ravvicinato dello stesso attaccante.
E LETALI. Alla prima occasione, è il Mantova a colpire. Franchi sradica la palla dai piedi dell’acerbo Michelini sulla linea laterale, salta Fornoni proprio sul fondo e serve rasoterra a Spinale la palla dell’1-0. E’ il 27’.
REAZIONE BLANDA. La reazione dei padroni di casa è tutt’altro che furiosa e frutta soltanto un colpo di testa a lato di Pupita e una mischia in area che fa reclamare invano un calcio di rigore ai bianconeri.
L’ACCELERATA. A inizio ripresa, allora, il Mantova prova a chiudere il match. Ma la pressione biancorossa si concretizza soltanto in alcuni corner e in un colpo di testa a lato di Franchi.
E LA GESTIONE. Quando l’Alzano prova a scuotersi, Graziani chiama il modulo 4-4-2, accentrando Franchi col compito di infastidire il regista avversario Mignani, dai cui piedi passa gran parte del gioco dell’Alzano. La mossa si rivela giusta e il Mantova gestisce il vantaggio senza rischiare quasi nulla.
TUTTI AVANTI. Sgrò, dopo aver inserito Serafini per Leoni, butta dentro anche D’Attoma per Agostinelli e passa a sua volta a un 4-4-2 che in fase offensiva è un vero e proprio 4-2-4. Ma l’unico, vero pericolo per Portesi è un tiro di Pupita (37’) di poco alto sulla traversa.
BIS SFIORATO. Graziani, che aveva già rilevato Colonetti con Vinatzer e Franchi con Gambino, inserisce anche Ciccio per Gherardi. E nei minuti finali proprio Vinatzer e Gambino sfiorano il gol del 2-0.
LO SFOGO. Al triplice fischio il Mantova esulta per un successo fondamentale e “Archimou” si sfoga a modo suo: corre verso la tribuna dov’è seduto il mister della Colognese Magoni e gli urla «non mi prendi più». Speriamo sia proprio così. (max)
beffa.ALZANO LOMBARDO (Bergamo). Il Mantova torna a vincere fuori casa dopo tre mesi e - in attesa dell’esito di Voghera-Colognese - mette una seria ipoteca sul campionato. E’ una rete di capitan Spinale a decidere il match di Alzano, che i biancorossi affrontano con una concretezza da grande squadra.
E’ QUI LA FESTA? Si gioca in anticipo per permettere all’Alzano di organizzare un “grande evento”, ma sugli spalti ci saranno sì e no cinquecento persone, tutt’altro che calorose nell’incitare i bianconeri. Restano così grossi dubbi sui «particolari profili di rischio» che hanno spinto la Prefettura di Bergamo a vietare l’ingresso ai tifosi mantovani (ne spunterà comunque una decina irriducibile a gara in corso al di là delle recinzioni).
LA SORPRESA. Graziani fa debuttare dall’inizio il baby Caccavale al posto dell’acciaccato Ferrari e per il resto conferma l’undici annunciato alla vigilia. Mister Sgrò risponde con un identico 4-3-3 nel cui tridente c’è anche l’ex Pupita, ancora dotato di spunti da applausi nonostante i suoi 37 anni.
SOLIDI. E’ proprio l’Alzano a partire con maggiore convinzione e a creare un paio di brividi nell’area di un Mantova che si difende comunque con ordine. In una circostanza Caruso salva in extremis su Spampatti, nell’altra Portesi para d’istinto su tiro ravvicinato dello stesso attaccante.
E LETALI. Alla prima occasione, è il Mantova a colpire. Franchi sradica la palla dai piedi dell’acerbo Michelini sulla linea laterale, salta Fornoni proprio sul fondo e serve rasoterra a Spinale la palla dell’1-0. E’ il 27’.
REAZIONE BLANDA. La reazione dei padroni di casa è tutt’altro che furiosa e frutta soltanto un colpo di testa a lato di Pupita e una mischia in area che fa reclamare invano un calcio di rigore ai bianconeri.
L’ACCELERATA. A inizio ripresa, allora, il Mantova prova a chiudere il match. Ma la pressione biancorossa si concretizza soltanto in alcuni corner e in un colpo di testa a lato di Franchi.
E LA GESTIONE. Quando l’Alzano prova a scuotersi, Graziani chiama il modulo 4-4-2, accentrando Franchi col compito di infastidire il regista avversario Mignani, dai cui piedi passa gran parte del gioco dell’Alzano. La mossa si rivela giusta e il Mantova gestisce il vantaggio senza rischiare quasi nulla.
TUTTI AVANTI. Sgrò, dopo aver inserito Serafini per Leoni, butta dentro anche D’Attoma per Agostinelli e passa a sua volta a un 4-4-2 che in fase offensiva è un vero e proprio 4-2-4. Ma l’unico, vero pericolo per Portesi è un tiro di Pupita (37’) di poco alto sulla traversa.
BIS SFIORATO. Graziani, che aveva già rilevato Colonetti con Vinatzer e Franchi con Gambino, inserisce anche Ciccio per Gherardi. E nei minuti finali proprio Vinatzer e Gambino sfiorano il gol del 2-0.
LO SFOGO. Al triplice fischio il Mantova esulta per un successo fondamentale e “Archimou” si sfoga a modo suo: corre verso la tribuna dov’è seduto il mister della Colognese Magoni e gli urla «non mi prendi più». Speriamo sia proprio così. (max)
Si è tenuta presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano (Fi) la due giorni, 24 e 25 giugno, di lavoro della Fissc, la Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio che raggruppa tutti i Centri di Coordinamento d’Italia ad essa affiliati di serie A,B,Lega Pro e Dilettanti, tanto per citarne alcuni, Mantova si confronta e collabora con: Roma, Inter, Milan, Cesena, Napoli, Chievo, Udinese, Lecce, Empoli, Grosseto, Triestina, Salernitana, Perugia. All’importante assemblea che si tiene tutti gli anni a fine stagione sportiva, si è aggiunta la scadenza del mandato del Consiglio Nazionale.
A questo proposito il direttivo del Ccmc, presente con il Presidente Carreri, il Vice Biancardi ed i Segretari Brioni e Negretti, ha indicato all’assemblea elettiva come loro rappresentante l’ Avv. Dionigi Biancardi, al quale è stata attribuita la funzione di Garante all’interno dell’importante Associazione che resterà in carica per il prossimo triennio 2011/2014.
Molti i temi in discussione;il più caldo e sotto la lente d’ingrandimento quello sulla tessera del tifoso. “Sarà necessario che la Fissc sia accreditata al ministero dell’Interno nell’Osservatorio per la sicurezza delle manifestazioni sportive”, ha detto Biancardi, dichiarando il proprio totale apporto in rappresentanza delle tifoserie italiane, ad esserne parte integrante.
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